Il grillino assalito dalla realtà
Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, la cui elezione in una lista del Movimento cinque stelle era stato il primo successo rilevante, forse tuttora l’unico, della famosa onda lunga grillina, già destinatario di critiche “massimaliste” da parte dei Cinque stelle, viene adesso scaricato in grande stile dall’ideologo del gruppo, Gianroberto Casaleggio, che non gli ha perdonato di non aver chiuso l’inceneritore della città emiliana, nonostante fosse impossibile farlo in modo legale. Il tipico irrealismo grillino. Casaleggio tuona: “Se io prendo l’impegno di chiudere un inceneritore (l’impegno era in effetti un must della campagna elettorale di Pizzarotti, ndr), lo chiudo o vado a casa”.
14 AGO 20

Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, la cui elezione in una lista del Movimento cinque stelle era stato il primo successo rilevante, forse tuttora l’unico, della famosa onda lunga grillina, già destinatario di critiche “massimaliste” da parte dei Cinque stelle, viene adesso scaricato in grande stile dall’ideologo del gruppo, Gianroberto Casaleggio, che non gli ha perdonato di non aver chiuso l’inceneritore della città emiliana, nonostante fosse impossibile farlo in modo legale. Il tipico irrealismo grillino. Casaleggio tuona: “Se io prendo l’impegno di chiudere un inceneritore (l’impegno era in effetti un must della campagna elettorale di Pizzarotti, ndr), lo chiudo o vado a casa”. In verità quella dell’inceneritore è storia vecchia, viene riesumata ora perché si teme che Pizzarotti – un personaggio, direbbe Manzoni, “non privo d’ingegno” – diventi il punto di riferimento degli esponenti del Movimento che aspirano a un ruolo in qualche modo più confacente alla realtà politica (in pratica, l’ex “Capitan Pizza” è sospettato di peccaminosi abboccamenti civatiani e romani). Che ci sia una contraddizione tra la concretezza dell’agire amministrativo, quella cui si richiama Pizzarotti quando ricorda che “amministrare vuol dire calarsi nella politica reale”, e l’astrattezza di un’ideologia massimalista immaginata tra il web e il retropalco di un comico è ovvio. E’ un problema che si è già posto molte volte, e non solo in Italia. Se l’ideologia è abbastanza forte riesce a contenere la contraddizione e a farne elemento di avanzamento nella politica reale. E’ accaduto così con i sindaci socialisti dell’epoca umbertina, con quelli comunisti dopo la Liberazione, persone che pur professavano idee rivoluzionarie (il mitico sindaco di Bologna Giuseppe Dozza era uno stalinista convinto, per esempio). Un grillino assalito dalla realtà non l’abbiamo ancora visto, e non sappiamo se Pizzarotti preferirà arrendersi alla dura legge dei fatti, o alla gragnuola di insulsi insulti che gli pioveranno, giocoforza, dal web. Sta di fatto il ruolo di sindaco è spesso un buon apprendistato per trasformare gradualmente le asserzioni propagandistiche in programmi politici. Casaleggio ha paura proprio di questo, a quanto pare: rifiuta la verifica di fattibilità dei suoi obiettivi, perché teme che su quella strada si possano aprire scenari imprevisti. Mai cedere al principio di realtà.